101 Strings

101 Strings Orchestra

101 Strings Orchestra furono il nome commerciale di una delle più fortunate realtà della musica “easy listening” sinfonica. La loro discografia supera i 150 album e la loro attività creativa si è estesa per circa trent’anni, a partire dal 1957. Il loro suono era immediatamente riconoscibile: melodico, morbido, rilassato, con un ruolo centrale affidato agli archi. Gli LP erano caratterizzati dallo slogan “The Sound of Magnificence”, da un logo con una nuvola vaporosa e da una fotografia seppiata dell’orchestra.

L’orchestra arrivava a includere ben 124 strumenti ad arco ed era diretta da Wilhelm Stephan. La celebre foto ufficiale fu scattata alla Musikhalle di Amburgo.

La storia dei 101 Strings è strettamente legata a quella di David L. Miller, un potente imprenditore discografico che ebbe un ruolo importante addirittura nella nascita del rock and roll. Fu infatti lui a pubblicare i primi dischi di Bill Haley & His Comets tra il 1952 e il 1953, prima con la sua etichetta Essex, poi con Trans-World e infine con Somerset Records. In questo senso, Miller contribuì direttamente alla diffusione del nuovo linguaggio rock.

Con l’ascesa della musica easy listening, che aveva già esempi celebri come Mantovani o Jackie Gleason, Miller iniziò a collaborare con l’Orchestra della Radio della Germania Nord-Occidentale di Amburgo, diretta da Wilhelm Stephan. L’idea era di utilizzare questa grande orchestra per incidere arrangiamenti “da casa” di standard popolari, tra l’altro molto popolari anche nei Monoscopi in bianco e nero della Rai.

I primi tre album dei 101 Strings uscirono nel novembre 1957, seguiti da altri dodici titoli nel 1958. Molto materiale era in realtà rielaborato da precedenti produzioni attribuite ad altri nomi orchestrali come New World Orchestra o Rio Carnival Orchestra. Miller stampava i dischi nei propri stabilimenti e li distribuiva attraverso canali non convenzionali, come persino i supermercati.

Gli arrangiatori principali erano Monty Kelly, Joseph Francis Kuhn e Robert Lowden. Tutti e tre erano abilissimi nello scrivere brani originali che si inserivano perfettamente nello stile delle hit del momento. Miller utilizzava queste composizioni per generare ulteriori diritti editoriali.

Kelly ebbe inizialmente successo con album “da viaggio” ispirati al mondo latino e spagnolo, come la serie Soul of Spain, e poi divenne lo specialista del “Now Sound” dopo l’arrivo della British Invasion.
Kuhn si concentrò su brani orecchiabili e radiofonici nello stile delle grandi orchestre pop.
Lowden, invece, era più portato per le ballad lounge, romantiche e notturne, come Blue Twilight.

Gran parte delle registrazioni dei primi anni Sessanta vennero continuamente ristampate sotto vari nomi d’orchestra per oltre vent’anni, diventando una vera e propria “miniera” editoriale.

Nel 1964 Miller vendette il marchio ad Al Sherman, un importante distributore discografico, che ribattezzò l’etichetta Alshire, trasferì le operazioni a Los Angeles e spostò le registrazioni a Londra. Miller rimase comunque coinvolto come partner nella produzione artistica.

L’era Alshire fu caratterizzata da una grande espansione del catalogo, da tentativi di avvicinarsi a un pubblico più giovane e, a partire dal 1969, da un progressivo rallentamento creativo. Alcuni lavori importanti di Les Baxter e Nelson Riddle furono comunque pubblicati sotto il nome dei 101 Strings all’inizio degli anni Settanta. Dal 1974 la produzione diminuì drasticamente. L’ultimo album ufficiale fu un tributo a John Lennon nel gennaio 1981, basato su precedenti reinterpretazioni orchestrali dei Beatles.

Molti dischi dei 101 Strings sono versioni orchestrali di successi pop e musical teatrali, ma il primo catalogo Somerset contiene anche esempi molto puri di exotica e lounge. Album come East of Suez, In a Hawaiian Paradise e Songs of the Seasons in Japan mostrano questa anima “da viaggio immaginario”.

Altri dischi sperimentarono una fusione tra sinfonico e pop moderno, come 101 Strings Play the Blues e Back Beat Symphony.
Fly Me to the Moon contiene invece brani originali dal tono noir e cinematografico.

Nel periodo Alshire arrivarono album più futuristici e “modaioli” come The Sounds and Songs of the Jet Set, Sounds of Today e Astro-Sounds from Beyond the Year 2000. Proprio quest’ultimo è stato ampiamente campionato da produttori di musica elettronica tra gli anni Novanta e Duemila.

Oggi il catalogo dei 101 Strings appartiene a Countdown Media, una società controllata da BMG Rights Management.

In sostanza, i 101 Strings rappresentano uno dei casi più emblematici di orchestra-brand del Novecento: non solo un gruppo musicale, ma un vero progetto industriale e culturale che ha saputo attraversare epoche, mode e mercati, lasciando una traccia profonda nell’immaginario sonoro del secondo dopoguerra.