Ray Anthony

Ray Anthony, nato Raymond Antonini il 20 gennaio 1922 a Bentleyville, in Pennsylvania, da una famiglia di origini italiane, è uno dei più importanti trombettisti e direttori d’orchestra dell’epoca d’oro delle big band americane. Cresciuto a Cleveland, iniziò a studiare la tromba fin da bambino sotto la guida del padre, anch’egli musicista, mostrando un talento precoce che lo portò ben presto a esibirsi nell’orchestra di famiglia.

Il grande salto arrivò all’inizio degli anni Quaranta, quando entrò a far parte della celebre orchestra di Glenn Miller, una delle più popolari della storia dello swing. Con Miller partecipò a tournée, incisioni discografiche e apparve anche nel film musicale Sun Valley Serenade. Dopo una breve esperienza con l’orchestra di Jimmy Dorsey, la sua carriera venne interrotta dalla Seconda guerra mondiale, durante la quale prestò servizio nella Marina degli Stati Uniti dirigendo una banda militare nel Pacifico.

Terminato il conflitto, Ray Anthony fondò la Ray Anthony Orchestra, destinata a diventare una delle orchestre più apprezzate degli anni Cinquanta. Pur mantenendo il linguaggio dello swing, seppe adattarlo ai gusti del nuovo pubblico, con arrangiamenti brillanti, sonorità eleganti e una forte componente melodica. La sua tromba, dal timbro caldo e potente, gli valse spesso il paragone con il grande Harry James.

Il successo commerciale arrivò con brani diventati autentici classici della musica da ballo americana, come The Bunny Hop, The Hokey Pokey, Harbor Lights, il tema della serie televisiva Dragnet e, qualche anno più tardi, una celebre versione del Peter Gunn Theme di Henry Mancini. Queste incisioni contribuirono a mantenere viva la tradizione delle big band anche quando il rock and roll stava ormai conquistando il mercato discografico.

Parallelamente all’attività musicale, Anthony ebbe anche una breve carriera cinematografica e televisiva. Negli anni Cinquanta fu direttore musicale di programmi televisivi, apparve in diversi film hollywoodiani e sposò l’attrice e sex symbol Mamie Van Doren, con la quale rimase sposato dal 1955 al 1961.

Nel corso della sua lunghissima carriera ha inciso decine di album, continuando a dirigere la propria orchestra anche molti anni dopo il tramonto dell’era delle big band. Il suo contributo alla musica americana è stato riconosciuto con una stella sulla Hollywood Walk of Fame, simbolo dell’importanza che ha avuto come trombettista, arrangiatore e bandleader. Ancora oggi il suo nome è ricordato come uno degli ultimi grandi protagonisti della stagione d’oro dello swing, capace di traghettare quel linguaggio musicale verso il pubblico del dopoguerra senza tradirne l’eleganza e lo spirito originario